Thursday, August 7, 2008

Chewing Gum, Upset Stomach



GHOST IN THE SHELL 2: ATTACK OF THE CYBORG
Production: Bandai Visual & Production IG
Director: Mamoru Oshii
Year: 2004
Format: feature film



New adventure for the section 9 of the police command: Batou and the new assistant Togusa beginning to investigate a mysterious traffic gynoid, cyborg-featured female sold for sexual purposes and have, mysteriously, the ghost (anime) girls human. To produce them is the Locus Solus, a multinational specialized in the construction of androids, who hides behind his traffic a terrible truth ...

talented and full of style? Great psychological thriller? What is this Ghost in the Shell 2 - Innocence (ugly and not worthy of being quoted the Italian sub, which peddles the film for an action movie)? We start from the beginning. After handing down to posterity one of the most famous animated film in history (the first Ghost in the Shell of 1995), in 2004, Mamoru Oshii comes out with a second feature film dedicated to the most famous manga of Masamune Shirow. And it does so, thankfully, not taking the reference of the two sequels the original manga (specifically, the discrete 1.5 Gits and the horrible Manmachine Interface), but very vaguely referring to the basic idea of \u200b\u200bChapter Robot Rondo del primo manga, costruendoci sopra una storia totalmente nuova ed infarcendola dei tratti caratteristici della sua poetica. Tratti che, molto probabilmente, come erano ostici nel primo Gits lo sono anche su questo sequel. La prima cosa che risalta agli occhi dello spettatore, se non avesse mai visto un film di Oshii, è infatti l'estrema lentezza con cui è girato il film: non si contano le inquadrature ferme, i lunghissimi silenzi ed i tempi cinematografici quasi rarefatti, vero marchio di fabbrica del regista. Così come saltano subito alle orecchie i dialoghi, talmente enigmatici e densi di informazioni che anche solo perdere qualche battuta significa giocarsi la comprensione dell'intera storia. Se a questo aggiungiamo anche che Oshii fa di tutto per rendere la comprensione sempre più difficile infarcendo il tutto con una pletora di riferimenti a linguaggi informatici e a citazioni, più o meno gratuite, a Milton, a tratti della religione islamica, ebraica e del confucianesimo, capirete che una visione passiva del prodotto è tassativamente vietata. Ce ne è abbastanza per avere mal di testa, e questo è divertente perchè, spogliato dalla sua cornice criptica e complessa questo film ha una storia semplice, un pò come il primo film... Invoglia invece ad andare avanti nella visione la realizzazione tecnica, che probabilmente segna un nuovo standard per i film d'animazione: gli ambienti barocchi e gotici messi sui dai creativi della Production I.G. sono una gioia per gli occhi. Impossibili da descrivere, sono di una bellezza maestosa e quasi esagerata, immersi in colorazioni perlopiù calde e totalmente realizzati in potente e meravigliosa computer graphic con una cura maniacale per i dettagli, perfettamente accompagnati da una mistica - quasi religiosa - colonna sonora di Kenji Kawai. Innocence è un film incredibilmente lento, difficile da seguire, e se non preso nel modo giusto si risolve quasi come un potente sonnifero. Ma con un pò di impegno e di buona volontà non è così impossibile seguirlo, ed accorgersi della sua ottima sceneggiatura e dell'ottimo mondo cyberpunk messo in piedi da Shirow. Certo, un ritmo così gratuitamente lento al limite dell'autocelebrazione intellettualoide rimane inexcusable, but you know ... this is Oshii. Take it or leave it. Separate note for dubbing the Italian adaptation, on the edge of the exceptional if you avoid thinking about the inhibition of the term "ghost" replaced with the simplest and most obvious "soul."

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